Sostenere (soprattutto nella fase iniziale) un’attività agricola quale elemento in grado di generare una serie di altre attività correlate;

Ad esempio si potrebbe pensare ad un’attività di tipo silvo-pastorale che risulterebbe indicata alla conformazione del territorio dei Trafficanti,
che comprende molti fondi destinati a prato e situati in forte pendenza.
     

 Coordinare l' attività agricola ed agro-alimentare, anche nell' ottica di coinvolgere i proprietari di altri fondi;

L’ente gestore avrebbe la visione d’insieme di tale attività agricola e potrebbe puntare al coinvolgimento di altri proprietari di fondi, quale primo passo alla futura promozione di associazioni tra proprietari, positive se si pensa alla gestione del territorio montano e alla possibilità di poter beneficiare di iniziative
 
comunitarie rivolte ai consorzi forestali;
Nella pratica si potrebbe pensare ad un gregge, i cui spostamenti sarebbero programmati e coordinanti dall’ente e sarebbero finalizzati a mantenere puliti gli appezzamenti di terreno a prato, secondo una rotazione stagionale e ciclica sulle diverse proprietà dei richiedenti.
     
 Incentivare il recupero degli immobili esistenti;

La “rivalutazione” di fabbricati storici in disuso è, infatti, una prerogativa molto
 
importante per il rilancio del territorio.
     
 Coordinare la conservazione e la cura del patrimonio forestale (pulizia boschi, prati, manutenzione sentieri, etc.), promuovendo colture nuove , mirate e innovative;

Ad esempio si potrebbe pensare al settore biologico, di attualità e in forte espansione. A tal fine, per vagliare la fattibilità e le implicazioni di tale proposta si potrebbe
 
coinvolgere già a questo stadio un consulente tecnico specifico, magari interpellando la scuola agraria (tramite esperienze di stage estivi degli studenti).
     
 Promuovere, sulla base di un' attività agricola che rimanga il fulcro dell' iniziativa, una nuova forma di turismo-educativo ad essa connessa;

L’offerta di turismo che potrebbe nascere nell’ambito dei Trafficanti deve necessariamente essere una sintesi di diversi aspetti:

- sostenibile perché localizzato in manufatti storici e privo di tutte le infrastrutture legate al turismo tradizionale (impianti di risalita delle piste di sci, grandi parcheggi e grandi alberghi in mezzo alle montagne, etc.). Nel nostro caso il potenziale “turista” è consapevole già prima di partire per la “vacanza” che si tratta di un esperienza di “ritorno alla vita contadina”, di soggiorno in una realtà rurale esistente, da vivere, conoscere e rispettare.

- tematico perché legato all’attività

 

agricola, la quale potrebbe offrire continui
spunti per far vivere esperienze dirette della vita contadina sia al villeggiante, che all’anziano, che al portatore di handicap, i quali potrebbero inoltre sempre praticare anche altre attività più tipiche, come il trekking lungo i sentieri nei boschi, l’ippoterapia, la pet-terapy.

- didattico perché potrebbe rivolgersi anche alla formazione dei ragazzi, per esempio instaurando una collaborazione con le scuole elementari (prendendo spunto dalle esperienze positive già consolidate nell’ambito delle fattorie didattiche della pianura lombarda, pur trattandosi di esperienze di dimensioni maggiori in quanto si tratta di allevamenti bovini di una certa entità).

 
 Analizzare e sfruttare le potenzialità legate a finanziamenti promossi ad enti a scala maggiore (provincia, regione, stato e comunità europea);

L’ente cioè avrebbe la possibilità di controllare regolarmente l’esistenza di forme di finanziamento, agevolazioni fiscali, altri aiuti a livello economico (controllo che il singolo privato non riuscirebbe ad effettuare), informarne gli interessati e, di concerto, vagliarne la fattibilità concreta (ad esempio le opportunità offerte nel DocUP Obiettivo 2, nel Piano di Sviluppo Rurale, etc.). Tutte le opportunità andranno comunque
 
analizzate attentamente, fermo restando che per certi aspetti l’ente pubblico rimane, comunque, l’unico attore in grado di innescare processi di sviluppo: ci si riferisce ad esempio alle infrastrutture pubbliche, alla regolamentazione degli interventi, alla vigilanza circa il raggiungimento degli obiettivi prefissati (che quanto deciso all’interno dell’associazione venga poi eseguito).
     
 Realizzare un centro socio educativo-ricreativo per portatori di handicap;

La finalità dei centri socio-educativi per portatori di handicap è quello di esaltare il ruolo e le funzioni di chi ha già, completamente o in parte, compiuto questo percorso culturale: in primo luogo la famiglia, le associazioni di volontariato e d’auto aiuto, nonché enti pubblici e privati che promuovono lo sviluppo delle abilità residue ai fini dell’inserimento scolastico, sociale e lavorativo. C’è bisogno di fornire risposte molteplici, multidisciplinari e flessibili, adattabili in pratica ai bisogni, alle potenzialità ed alle aspirazioni diversi da individuo ad individuo e mutevoli nel tempo per ogni singola persona. La presa in carico dell’utente da parte del Centro non dovrà essere limitata alle attività intramurarie ma segue il disabile anche lungo il percorso riabilitativo e di inserimento esterno. Dovranno essere adottate metodiche efficaci per favorire l’accesso del disabile alle risorse di rete in modo da attivare, così in suo favore le risposte più opportune in relazione agli specifici bisogni. Nel loro interno i centri socio-educativi effettuano attività programmate utili al concreto progresso degli utenti: saranno punti di incontro volti ad integrare famiglie ed associazioni di volontariato sollecitando, stimolando ed incoraggiando nuove e più efficaci iniziative. Una fra queste nel caso specifico del progetto in questione potrebbe essere il :
Week-end in fattoria
La proposta consiste in un ciclo di week-end con finalità didattico-educativa, per

 
un gruppo di portatori di handicap medio lievi, legata alle attività agricole a contatto con la natura.
Il progetto si articolerà in un numero fissato di incontri (week-ends) a distanza periodica, per un numero di partecipanti stabilito a priori.
Gli incontri potranno svolgersi presso la futura “struttura ospitante” che metterà a disposizione del gruppo spazi interni, accoglienti e ricercati e spazi esterni immersi in una natura incontaminata, oltre al personale tecnico per la conduzione di eventuali laboratori. La proposta potrebbe estendersi in un ciclo di week-end, rivolti a un gruppo di portatori di handicap medio gravi, con attività strutturate di musicarteterapia in immersione totale di suoni, odori e colori della natura.
Tali proposte progettuali sono state pensate per rispondere alle importanti esigenze di "sollievo" che vengono sicuramente avanzate dalle famiglie, da un lato e, dall'altro per offrire ai ragazzi esperienze di riabilitazione, altamente qualificate, per una migliore qualità della vita. Le esperienze di riabilitazione seguiranno il metodo pedagogico della Globalità dei Linguaggi per lo sviluppo dei potenziali umani globali e per l'integrazione. Attraverso le attività qui proposte nel contesto di un ambiente naturale e di vita comune si tende a scoprire i linguaggi preferenziali della persona, integrando le sue risorse ed i suoi modi particolari di entrare in dialogo con gli altri e con la natura.
     
 Realizzare un centro riabilitativo estivo per anziani;

Socializzazione e scambio sono fondamentali per vivere serenamente quando si è avanti negli anni. È questo il momento della nostra vita in cui possiamo finalmente dare largo spazio ai nostri interessi culturali, sociali, affettivi, di svago, di aiuto.
È l'occasione per fare le cose a cui avevamo dovuto rinunciare in passato, a causa delle responsabilità professionali o familiari.
Le poche realtà pubbliche esistenti, le molte che cercano di creare strutture veramente alternative ai ricoveri ospedalieri incappano nella cultura, la metodologia e la organizzazione dettata dai canoni classici dell'intervento sanitario-ospedaliero.
Risultato spesso del predetto approccio alla riabilitazione culmina nella segregazione sia degli anziani autonomi che di coloro che accusano lievi malattie mentali nelle strutture “rigide” a livello tecnico-organizzativo.
Strutture alternative ai ricoveri ospedalieri, o almeno in parte per eventuali periodi estivi potrebbero essere

 
concepite all’interno del progetto oggetto della presente relazione proponendo l'area residenziale dell'ospite articolata in camere e/o alloggi dotati di zona letto, piano cottura e spazi di soggiorno pranzo.
Le camere e gli alloggi saranno destinate ad una o due persone e comunque da definirsi in fase di progetto e nel rispetto delle normative vigenti in materia, nei casi di particolari esigenze strutturali o assistenziali.
Verrà posta particolare attenzione alla personalizzazione della camera o alloggio dotandola di tutti i contrassegni propri delle abitazioni e consentendo l'inserimento di arredi personali.
Innovativo può essere l’obiettivo di ridare all’anziano la possibilità di ritrovare la sua “utilità” all’interno della comunità, coltivando un piccolo orto, insegnando le ormai dimenticate peculiarità del nostro territorio, piuttosto che curando o passeggiando tra i luoghi attigui alla struttura, verdi, incontaminati e silenziosi quali quelli ove il nostro intervento si colloca.